Gaeta, Monti Aurunci e Parco di Roccamonfina.

Il momento principale dell’intera giornata motociclistica è stata sicuramente la celebrazione eucaristica e la benedizione di moto, caschi ed equipaggi svoltasi presso ilSantuario della SS.ma Trinità, detto anche della Montagna Spaccata, che sorge sul pendio del monte Orlando nell’estremità sud occidentale del promontorio che affaccia sul golfo di Gaeta. Appuntamento perfettamente organizzato dagli amici del Motoclub ‘Golfo di Gaeta’.

 

Al termine della celebrazione, dopo aver visitato la grotta del Turco, così denominata in quanto nel IX secolo, ai tempi del Ducato di Gaeta, le navi dei saraceni trovavano rifugio tra le fenditure di questo strategico promontorio pronti ad attaccare di sorpresa le navi in transito per depredarle dei loro carichi, il nostro gruppo si è diretto verso la cima del Redentore (1252 mt), addentrandosi nel cuore del parco regionale dei Monti Aurunci e verso alcune delle sue vette più alte.

 

Lungo i sinuosi tornanti che portavano verso la cima si è potuto osservare un panorama spettacolare sul litorale di Formia e sulla costa del mar Tirreno – da Gaeta a Scauri, la foce del Garigliano, il monte Massico, il Vesuvio, il monte Faito, Ischia, CapriPonza e Ventotene – considerato da alcuni divulgatori uno dei più bei panorami dell’intero appennino.

 

Proseguendo lungo le strade provinciali e comunali che attraversano i Monti Aurunci, caratterizzati in larga parte da calcari chiari con ampie sassaie e pendici asciutte e brulle coperte da radi cespugli e da erba scarsa, il gruppo ha successivamente attraversato i comuni di Spigno Saturnia Superiore (storico baluardo del Regno delle Due Sicilie fino al 1860), Ausonia (antica città del popolo italico), Coreno Ausonio noto per la sua pietra calcarea, detta perlato di Coreno, utilizzata sin dai tempi dei romani per la realizzazione della via Appia, via Ercolana, per costruire statue e colonne a Pompei e successivamente per erigere l’Abbazia di Montecassino, e Santi Cosma e Damiano (il cui centro abitato fu quasi totalmente raso al suolo durante la II guerra Mondiale durante la risalita delle truppe alleate verso Roma) prima di giungere, all’altezza delleTerme di Suio (molto frequentate durante il periodo dell’Impero Romano), sulle sponde del Garigliano che per tutto il corso segna il confine tra il Lazio e la Campania.

 

Attraversata la diga sul Garigliano, il gruppo motociclistico è penetrato nel territorio campano immergendosi nel Parco Regionale di Roccamonfina-Foce del Gariglianoavente una estensione di circa 9.000 ettari e dominato dal vulcano Roccamonfina che con i suoi 1.006 mtdi altezza è il più antico vulcano della Campania (per dimensioni il quarto vulcano d’Italia), molto simile al Vesuvio, ma molto più grande di esso. Il gruppo ha attraversato l’intera direzione del parco da San Martino a Teano (luogo dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II), guidando per strade e tornanti caratterizzati da una ricca e fitta vegetazione, in particolar modo da secolari castagneti che costituiscono la principale attività economica degli abitanti del luogo.

 

Dopo un breve tratto di ricongiungimento sulla SS6 Casilina il gruppo ha nuovamente svoltato per strade curvose e di montagna per percorrere la panoramica strada che collega i comuni di RocchettaCroceFormicola e Pontelatone fino a giungere sulle sponde del fiume Volturno all’altezza di Diga al Volturno.

 

Una strada particolarmente piacevole che in concomitanza con il bel tempo e l’ora tarda del pomeriggio ha consentito al gruppo di godersi la splendida vista che dalle montagne casertane si perdeva fin sulle coste di Mondragone e Castel Volturno.

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