Confarreatio…

Sicuro come la “certa”… qualcuno dirà (non del tutto a torto…) “Redwerwolf è uscito pazzo… che caspita vuol dire questo strano termine con cui esordisce oggi? ed allora mi spiego.

La “confarreatio” era la cerimonia nuziale dei romani e consisteva nell’ atto simbolico con cui gli sposi, mangiando insieme il farro, simbolo di unione e di coesione. consacravano l’ unione matrimoniale.

E che cosa centra questo con il fatto che ieri una consistente parte del gruppo si è riunita nella “Locanda della Regina di Portici, degnamente ospitati di una “Walkiria” (così io chiamo gli esponenti del gentil sesso che le moto le portano e non vanno dietro) di nome Flora? C’ entra eccome…

Difatti il farro, racconta De Crescenzo in uno dei suoi libri, non è altro che l’ antenato della “pizza napoletana”. Sicchè, procedendo in questa linea di “sragionamento”, alla frase “Iamm a’ fa na pizza anzieme n’do’ Flora” , si potrebbe dare, senza eccessive acrobazie mentali, il simbolo di dare ad un’ unione (e la nostra lo è anche se non matrimoniale) un rafforzamento in termini di coesione dei vincoli di solidarietà, se non di amicizia, che ci fanno stare insieme, ciò che ci porta, o perlomeno dovrebbe indurci , ad evitare o possibilmente a superare, ogni divergenza.

Sotto questo profilo, la “pizza” è proprio uno strumento… multiuso: oltre ad essere l’ unica forma di nutrimento completo, quando, come nel nostro caso, è anche buona, contribuisce a riconciliarti con il buon vivere. Insomma se ” c’ aunimm’ e magnamm”, come diceva il grande Eduardo, va sempre bene, si rafforza lo spirito di gruppo e si sopisce ogni malumore … o perlomeno così dovrebbe essere.

 

Bikeristici lamps” !… soprattutto….Grazie Flora!

 

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