TRATTURO 2019

L'evento

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di Vincenzo De Rosa

1-2 Giugno

TRATTURANDO

Prima di parlare   della motogita   per le balze della Campania, del Molise e della Puglia,  debbo una precisazione al gruppo intero: non fatevi, per carità , fuorviare da affermazioni sul mio conto come quella, comparsa nella chat del gruppo , alquanto benevola  e di ciò  ringrazio l’ autore,  secondo la quale io sarei una persona colta, al tempo stesso però dotata di quella necessaria umiltà  per  richiedere, in tema di questioni bikeristiche,   sempre consiglio  agli amici del gruppo.

 

Vorrei ben vedere che non fosse così! E’ stato, questo si, opportunamente notato proprio dalla persona che mi ha onorato definendomi “insostituibile” ,  che il mio modo di andare in moto    si caratterizza  con sconsiderate improvvise accelerazioni seguite  da altrettante decelerazioni e frenate.

 

Se quest’ ultima parte della riferita affermazione  è assolutamente vera (lo garantisco) non lo è però la  prima:  sembro ma sono in realtà ben lontano dall’ essere  una persona anche soltanto “acculturata”. Proprio per questo e cercando per quanto possibile di evitare i “copia/incolla”,  debbo  attingere a “Wikipedia” al fine di inquadrare i luoghi, i “tratturi”, nei quali si è svolta l’ ultima scorribanda del nostro gruppo  di “simpatici scavezzacolli”, secondo l’ efficace definizione  datane da  mia moglie  che però, non del tutto a torto, sulla moto con me non si azzarda a  venire. 

 

I “tratturi” erano  dunque dei sentieri che, nel corso dei secoli, si sono formati per  effetto del reiterato calpestio degli animali da pascolo e dei loro guardiani che li conducevano, con cadenza stagionale normalmente compresa tra maggio e settembre, da un pascolo ad  altro più adatto alle situazioni climatiche: la c.d. “transumanza”. A differenza dall’ identica migrazione del bestiame nell’ Italia settentrionale, piuttosto breve, quella nostra del Sud Italia era invece ben più lunga: si snodava fino ad oltre 200 chilometri. Si fanno risalire le origini dei tratturi alle civiltà preistoriche e furono particolarmente sviluppati nel periodo sannita, con importanti centri e fortificazioni sorte lungo il loro percorso. Nell’anno 1155 il re normanno Guglielmo Iacquisì la  proprietà del Regio Demanio l’area del Tavoliere delle Puglie ed altre zone circostanti, e decretò che vaste superfici delle regioni Abruzzo, Puglia e Basilicata fossero adibite a pascolo. Vennero così a crearsi di quattro percorsi principali, e cioè : L’Aquila-FoggiaCelano-Foggia,  Pescasseroli-Candelae infine il percorso Lucera- Castel di Sangro (fonte per l’ appunto “Wikipedia”) che è quello lungo il quale ci siamo inerpicati.

 

La nostra simpatica “due giorni” si è iniziata il primo giugno. Per la verità avrebbe dovuto iniziare qualche giorno prima se…Giove Pluvio non avesse inequivocabilmente mostrato, in precedenza,  il suo dissenso. Ma alla fine, anche per il nostro gruppo è arrivato il “D-Day” e prendendo a volo  due giorni in cui le previsioni meteorologiche davano una “ntecchia” di buon tempo, abbiamo dato inizio alla nostra spedizione.  Raduno al “Punto Blu” all’ inizio della Napoli Bari, e dopo avere raccolto il vostro blogger all’ uscita di Benevento, sotto la guida del nostro “buon pastore” Frank Maglione (qualcuno ha già insinuato che lui i percorsi li ha già …percorsi prima di farli: non ne sbaglia mai uno!) si è inerpicato il nostro gregge motorizzato verso i verdi pascoli a noi promessi. Oltre a Frank e Naty, Armando e Zal, Giuseppe e Adriana, Eduardo, Italo, Guglielmo ed il piccolo grande “Ciccio”…(spero di non averne dimenticato nessuno)  si è notato innanzitutto il ritorno all’ ovile di “Roby 52” con la sua “aristocratica” Triumph” (moto che non guarda in faccia a nessuno dall’ alto del suo “very British style), nonché, ciò che mi ha fatto molto piacere, una “new entry “ : Giuseppe Napoletano e gentile Compagna Lina  a bordo, particolare importante,  di una magnifica  HONDA 750 NT, così fra tante BMW anche la mia Honda trova l’ anima gemella….benvenuti!

 

Non c’è niente di più poeticamente  bello di un gruppo di moto  in marcia… l’ associo sempre musicalmente ad un pezzo dei “Santana”… “The Eternal Caravan of Reincarnation”, una carovana che passa lentamente ma sicuramente verso una meta. Allo stesso modo siamo andati noi salendo verso l’ alto Beneventano fino a San Marco dei Cavoti, ridente paesino di origine provenzale, dove abbiamo fatto una sosta tecnica con un buon caffè. La successiva fase del percorso ci ha portato, attraverso i saliscendi della terra molisana, alle pianure pugliesi in quel di Lucera.

Questo nome ha risvegliato in me,  postrivoluzionario in Honda  (alle possibili critiche replico dicendo che solo gli idioti sono sempre noiosamente coerenti con se stessi…), il ricordo delle lotte contadine nella terra di Puglia e dell’ impegno civile profusovi da Giuseppe DI VITTORIO anima del movimento sindacale della metà del secolo scorso. Mi sono ritornate alla memoria   le virtù  del ceto più umile ma al tempo stesso più tenace ed assertivo dei propri diritti, disposto a confrontarsi contro un avversario che aveva dalla sua parte magari la forza ma non la ragione ed il senso di giustizia. E scovo  nei ricordi della mia prima infanzia trascorsa in un paesello di contadini  dell’ entroterra salernitano un riferimento  motociclistico: il mitico “MOTOM 48” il cui lento e paziente incedere sembra riprodurre quello stesso di una classe sociale emergente verso il proprio riscatto.